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16 Gennaio 2011

La morte dei PG nel GdR Scritto da Provolik

La morte dei PG nel GdR

Prima o poi accade. Come per tutte le cose anche i personaggi di un GdR sono soggetti all'elemento «morte» che aleggia su tutte le cose che appartengono al nostro mondo. Prima o poi DEVE accadere. O quasi. In rare situazione succede che un personaggio divenga così potente, così leggendario e così conosciuto che può ritirarsi dal mondo delle avventure e dedicarsi ai suoi studi e alle sue ricerche ponendo un più o meno transitorio capitolo «fine» che non ne mostra la morte. Ma questa è un'altra storia.

Nel mio quadernone di master esiste una cartellina trasparente che chiamo «Il cimitero» dove dimorano tutti quei personaggi che sono periti durante le mie avventure.

Da giocatore posso dire che la morte di un personaggio è sempre un dispiacere, specie se si tratta di un PG di vecchia data, al quale ho avuto il tempo di assegnare sfumature e vizi caratteriali, tale da renderlo unico. Interrogarsi sui reali motivi della morte del proprio personaggio è naturale e spesso si incorre nel rischio di incolpare il master della sventura capitata. Del resto il mondo che si muove attorno ai personaggi non segue la logica del mondo reale, ma la visione logica del master, ma è altrettanto vero che chi gioca deve essere disposto ad accettarla.

In realtà saltando al di qua dello schermo del master le cose finiscono per essere ben diverse: generalmente il rischio di affezionarsi ai personaggi dei propri giocatori è piuttosto alto. Il meccanismo è molto semplice: il master è, se vogliamo, l'autore principale della storia ma i personaggi dei giocatori (co-autori) ne sono i protagonisti. Quale autore non si affeziona ai protagonisti delle storie che inventa?

Tralasciando aspetti puramente personali (simpatia tra giocatori) che potrebbero comunque influenzarlo, il master si ritrova spesso a cambiare i risultati dei dadi (leggasi barare) a favore dei personaggi per tenerli in vita a fronte di una o più negligenze commesse dal giocatore.

Praticamente tutti i master lo fanno o l'hanno fatto, ma io ho deciso ancora tempo fa di non farlo più: il dado va rispettato e il personaggio ha quello che si merita. Se si sono buttati in bocca al nemico che utilizza delle armi possenti per combatterli è giusto che muoiano.

I personaggi vanno in cerca della morte proprio perché hanno degli obbiettivi rischiosi e anche per questo devono prestare attenzione alle loro azioni. Le decisioni balzane si pagano, le cavolate si pagano, le leggerezze si pagano e molto spesso si pagano con la morte.

In pratica ritengo che non solo dare un aiuto continuato e personale sia sbagliato, ma anche quello occasionale non va nella giusta direzione e può anche risultare controproducente: infatti, anche quando lo sanno, i giocatori non percepiscono il reale pericolo della situazione se il master li aiuta e quindi, quando qualcosa va storto, potrebbero prenderla a male e non considerarlo giusto.

Quindi ho deciso che, per quanto mi dispiaccia, i protagonisti moriranno quando dovranno morire e quando si meriteranno di morire. Forse non erano all'altezza, forse è solo sfortuna, ma gli eroi per sopravvivere devono avere anche un pizzico di quella.

«Eccoti una nuova scheda.»

Tag: GdR Mastering


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