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20 Marzo 2019

La Galassia Pericolosa Scritto da Provolik

La Galassia Pericolosa

Nella giornata di oggi (20 Marzo 2019) su un (non poi così) noto Quotidiano Nazionale, troverete una pagina intera dedicata al gioco di ruolo. Finalmente, dopo anni di stenti, il nostro più amato hobby finisce giustamente sui giornali, segno indelebile di una società che avanza e che capisce che la fantasia è una virtù.

Peccato che non sia così.

L'articolo (a firma di Andrea Bonzi) è in verità "roba" già vista e che andava parecchio di moda negli anni 90, ossia una denigrazione progressiva del gioco di ruolo, passando per qualsiasi tipo di argomento (dal Larp a Fortnite), sostenendo la tesi di quanto questi giochi siano pericolosi.

Lo si evince prima di tutto dal titolo ("Giochi di ruolo, una galassia pericolosa"), e poi dalla piega che prende l'articolo, in cui l'autore parte morbido, per poi aggiungere al fuoco sempre più paglia, giusto per farlo sembrare un incendio.

Col supporto di personaggi importanti, come un componente "dell'ufficio dipendenze e crimine dell'ONU", si parla della testimonianza di un ragazzo intervistato: non si capisce se sia il ragazzo a sostenerlo o se sia una conclusione dell'intervistatore, sta di fatto che il gioco di ruolo (in questo caso on-line) sarebbe una forma di alienazione molto potente.

Questo passaggio è molto interessante, perché (A) si parte dal GdR tradizionale giocato al tavolo, si passa da quello dal vivo e si arriva al videogioco dando per scontato che il comune denominatore (il GdR) ne sia la spina dorsale e (B) si titola che la galassia è pericolosa e come statistica si riporta UNA testimonianza, segno che forse non si tratta di una galassia, ma al più di qualche asteroide.

Qui poi arriva la connessione più inquietante (e forse l'infamata più grande) ossia che questo tipo di alienazione porti i giovani a eseguire attentati come quello della Nuova Zelanda che è stato ripreso come se si fosse in un videogioco. Ma senza demonizzare, sia chiaro.

E poi c'è la grande fregatura, ossia la chiusura dell'articolo, dove si parla di Fortnite e dove uno psicoterapeuta dell'Osservatorio Cybercrimine Sardegna, dice che non ci sono rischi se si gioca di ruolo.

Incredibilmente la galassia pericolosa del titolo è stata spazzata via e quindi l'autore nel suo tergiversare in maniera più o meno corretta attraverso un mondo che forse ignora (ma forse non così tanto), smentisce sè stesso e il suo altisonante annuncio.

In realtà, a questo punto, credo che articoli come questo, dove si va a destra e a manca senza poi concludere in gran ché, faranno solo arrabbiare gli addetti ai lavori e i giocatori di ruolo tradizionali. Il tam-tam dei social potrebbe non tardare a farsi sentire e magari si riuscirà a creare un'onda positiva che faccia capire come il gioco di ruolo sia in realtà una parte sana, e sottovalutata, proprio perché va a stimolare una delle più grandi doti dell'essere umano: la fantasia.

Poi c'è chi si diverte coi giochi on-line, c'è chi preferisce quelli al tavolo (e non ne ho mai fatto mistero) e c'è chi usa l'opportunità di Internet per giocare come se fosse al tavolo.

Insomma, la grande apertura mentale si vede quando dove gli altri vedono rischi, paura e alienazione, noi giocatori cogliamo invece l'opportunità di vivere una nuova e fantastica avventura, perché a noi, diciamocelo, la galassia pericolosa ci fa un baffo.

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EDIT: Sulle evoluzioni e reazioni riguardanti questo evento, ho scritto un nuovo articolo più recente.



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