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27 Ottobre 2016

Alternative ai soliti non morti Scritto da Provolik

Alternative ai soliti non morti

Su questo sito ho scritto almeno un paio di articoli specifici sui non-morti, analizzando la loro concezione e proponendo una piccola doppia classificazione, la prima basata sulla fisica (corporeo, incorporeo, misto/fluido) e la seconda basata sulla volontà (Comandato o stupido, con volontà propria). In quell'occasione buttai nel calderone un po' tutti i non-morti, dallo zombie al lich: da sempre infatti abbiamo considerato i "non-morti" come esseri sovrannaturali che si sono generati da un essere vivente durante il trapasso, ma che hanno mantenuto un legame con la nostra realtà, impedendo all'anima di giungere all'eterno riposo.

E se non fosse proprio così?

Partiamo con gli zombie. Uno pensa che siano semplicemente dei corpi rianimati in qualche modo. La domanda è: nel caso degli zombie l'anima ha lasciato completamente il corpo che viene invece posseduto post-mortem da un'energia negativa o lo spirito del defunto è ancora in parte presente? Inoltre, esistono diversi libri e film (Per esempio: io sono leggenda) in cui gli zombie non sono dei morti, ma semplicemente degli umani che hanno contratto una sorta di malattia che risulterà, alla fine, curabile. E ancora, è possibile che, in un mondo magico, sia possibile far muovere un corpo morto con un'erergia diversa da quella negativa, per esempio grazie alla magia?

Nel caso di una malattia o di una maledizione, alcune proprietà dei non-morti verrebbero meno (l'immunità al freddo per esempio), ma non avrebbero anche alcune debolezze, infatti non sarebbero scacciabili dai sarcerdoti. Potrebbero però essere guariti, oppure vedere la loro maledizione spezzata.

Con gli scheletri arriviamo a una tipologia di "mostri" che, se non si tratta di non-morti, potrebbero essere tenuti assieme e animati da una magia. Da un punto di vista difensivo non sarebbero molto diversi dai non-morti che conosciamo, infatti potrebbero comunque avere varie immunità e comunque un sacerdote potrebbe distruggerli se avesse, tra i suoi poteri, una specie di dissolvi magie. Questa stessa "natura" potrebbe spiegare anche una tipologia di zombie e i non-morti fluidi. In attacco potrebbero comunque non avere i poteri speciali di alcuni tipi di non morto, come la paralisi, il risucchio energetico e i poteri della mote.

Al momento non ho spiegazioni alternative al non-morto per altre "creature scheletriche" come il Lich o il Cavaliere Nero (altresì detto Nazgul) e nemmeno per le creature incorporee, che rimarrebbero quindi nella sfera sovrannaturale.

E giungiamo quindi al Vampiro, che ho tenuto per ultimo, ma che in realtà è stata la creatura che mi ha suggerito l'idea  per questo tipo di ragionamento. Il vampiro potrebbe essere un uomo colpito da una maledizione che lo costringe a non morire ma che risente comunque degli effetti dell'invecchiamento. Quindi, se un trentenne venisse colpito da questa maledizione, continuerebbe il normale corso della sua vita e, una volta vecchio, non riucirebbe a morire. Il corpo fisico però invecchia e non riesce più a sostenersi e per questo il Vampiro beve il sangue altrui: semplicemente per sostituirlo al proprio ormai vecchio e poter quindi sostentare il corpo e farlo sopravvivere. Va da sè che più è giovane la vittima e meglio è, quindi i Vampiri dovrebberob prediligere il sangue di bambini o comunque di persone molto giovani, anche il perché il più delle volte si tratta di prede più facili con cui aver a che fare.

Ma com'è possibile con questa versione più umana del Vampiro, spiegarne poteri e debolezze?

Effettivmente alcuni di essi sono inspiegabili, per esempio la possibilità di tramitarsi in un pipistrello, ma altri potrebbero essere il risultato di qualche caratteristica poi ingigantita dai testimoni sopravvissuti o dalle congetture di chi indaga su di loro. La forza superiore potrebbe essere uno degli effetti della maledizione oppure potrebbe manifestarsi durante le aggressioni, quando l'adrenalina lo renderebbe sicuramente più reattivo. Per la luce diurna o del sole potrebbe sviluppare un'ipersensibilità oppure perché per la sua caccia si muoverebbe solo col favore delle tenebre.

Spezzare la maledizione lo porterebbe a morte instantanea, aggiungendo in un colpo solo tutti gli anni post mortem che ha vissuto, quindi è plausibile che il corpo divenga pulviscolo. Il taglio della testa potrebbe porre fine alla sua vita e alla maledizione al tempo stesso, ma la visione di simboli sacri potrebbero indebolire la forza della maledizione avvicinandolo alla morte ed è per questo che di fronte ad essi il vampiro fugge o si sente male.

In generale comunque il Vampiro continuerebbe ad accmulare abilità e competenze fin tanto che riesce a mantenersi giovane bevendo il sangue. Se non beve sangue per troppo tempo, superata l'eventuale frenesia, si accascerebbe al suolo, debole, in uno stato dormiente ma senza morire. Da quel momento in poi, se tornasse in contatto con del sangue freddo, riuscirebbe a risvegliarsi e rigenerarsi, sempre che, nel frattempo, qualcuno non spezzi la maledizione.

Probabilmente agli amanti del genere questi spunti non piaceranno, però potrebbe vedere l'idea da un lato più pratico: questi tipi di non-morto potrebbe sostanzialmente coesistere assieme a quelli sovrannaturali, diventandone una versione falsa o più soft. Per esempio potrebbe capitare di sentir parlare di tal individuo come di un Vampiro che però nella realtà dei fatti non lo è, sebbene gli assomigli come abitudini e punti deboli. In un'ipotetica avventura le indagini dei personaggi li potrebbe portare a scoprire il fatto che è stato maledetto e che in realtà è ben diverso da un reale non-morto. Chissà che poi non venga alla luce che questa maledizione è stata scagliata da un Vampiro vero.



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