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10 Gennaio 2018

Tecnica Metaplex Scritto da Provolik

Tecnica Metaplex

In un post passato parlai di come fosse importante curare la progettazione di un dungeon per renderlo più credibile, ma anche più verosimile e come probabilmente questo tipo di lavoro generasse ulteriori spunti interpretativi di un certo spessore.

Mi rendo conto però di come non sia sempre possibile fare tutto questo e come certe volte il gioco possa non valere la candela. Io stesso ho sfruttato più volte, per esempio, una tabella per la generazione casuale del dungeon al tavolo: tiro dopo tiro, il complesso sotterraneo si delinea al movimento dei personaggi.

Ma cosa direste se vi dicessi che esite una tecnica per creare da zero un dungeon in maniera praticamente istantanea?

Per farlo è però necessario tralasciare i dungeon verosimili, utilizzando una filosofia di gioco in cui la storia e la verosimiglianza della storia è più importante della verosimiglianza del dungeon che si sta esplorando. Quindi vi vado a illustrare questo metodo che ho chiamato tecnica Metaplex perché non l'ho inventato io ma l'ho preso da un vecchio videogame.

Metaplex è un videogioco per Commodore 64 (e non solo) del 1988, poco noto al grande pubblico, che io trovai appena ragazzino in uno Special Program in edicola, sotto il nome di The Chosen. Questo gioco non piaceva a nessuno tranne che a me, poiché ero l'unico che aveva capito come dovesse essere giocato (del resto il gioco stesso lo spiegava, ma i ragazzini non leggono certo la guida).

L'ambientazione era un'immensa nave aliena, nella quale era facile perdersi. Così dopo alcune partite decisi che era necessario "mappare" l'intera struttura su carta quadrettata, cercando di appuntare se nella locazione mappata ci fossero dei dettagli interessanti, come un terminale, un teletrasporto, nemici forti e così via. Dopo ore e ore di gioco la sorpresa: la mappa nascondeva una scritta, che nulla aveva a che vedere con la trama.


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Al tempo non avevo assolutamente capito che questa scritta era slegata dalla trama e mi aspettavo che potesse essere utile per la risoluzione del gioco, ma anche la sola scoperta di una cosa simile, a quell'età mi lasciò di stucco.

Funzionerebbe se volessimo creare un dungeon? Certo che sì! Tutto ciò di cui avete bisogno è un foglio bianco e un evidenziatore con punta a scalpello. Con il primo esempio utilizzerò lettere maiuscole squadrate, in stile vecchio computer anni 70.

Il gruppo si è addentrato nel Bosco Rosso dove l'oscuro mago Elgrab ha teso loro un agguato affiancato dai goblin, suoi servitori. I nostri eroi, con impavido coraggio, fanno fuori tutti i goblin, ma il mago, vista la mala parata, fugge via. L'avventura potrebbe finire lì, ma il gruppo vuole il pesce grosso e scatta l'inseguimento. Il master potrebbe barare biecamente dicendo che il mago non si trova poiché non ha preparato un covo, ma invece ricorre alla tecnica Metaplex e disegna al volo il covo di Elgrab.

ELGRAB

Come vedete si tratta di una serie di corridoi che si intrecciano, si aggiungono al volo dei goblin di guardia (G), delle trappole (T), la posizione di Elgrab (B) e il gioco è fatto. Abbiamo sostanzialmente dato al gruppo 1 o 2 ore di gioco in più, in pochissimi secondi. Perdendo alcuni secondi extra è possibile aggiungere qualche dettaglio anche in corsa, nel tempo che il gruppo è impegnato coi goblin ed esplora il primo tratto di dungeon.

Ma andiamo oltre e invece che lettere squadrate utilizziamo lettere, sempre in stampatello, ma scritte normalmente.

ELGRAB

In questo caso otteniamo un risultato più "pittoresco" ma non per questo meno godibile, anzi ci sono alcuni punti interessanti che creiamo nel momento esatto in cui scriviamo, come il collegamento tra la A e la B, che potrebbe anche non esserci.

Per questa tecnica possiamo utilizzare qualsiasi cosa ci venga in mente: simboli, numeri e così via. Ecco quindi un altro esempio con numeri squadrati e un paio di simboli:
23$57#

Ho mantenuto per questo esempio la situazione precedente, aggiungendo qualche altro piccolo dettaglio. In generale si ottiene quello che ci serve, ossia un dungeon da giocare in maniera quasi istantanea.

Ma possiamo anche utilizzare solo dei simboli prestabiliti:
Quadrato, X, Triangolo, O

In questo ultimo esempio ho ipotizzato una struttura abbandonata infestata da non morti e ho aggiunto un tocco in più con il tempio in fondo.

Ciò che conta è che il risultato non cambia: con questo metodo potete creare al volo un qualsiasi dungeon o sotterraneo in tempi rapidissimi.

Basta anche una sola parola.

Tuttavia possiamo andare oltre e utilizzare questa tecnica in modo diversificato, ma visto che con questo post mi sono dilungato abbastanza, ne scriverò un altro più avanti.



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