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20 Gennaio 2015

La genesi del Non-Morto Scritto da Provolik

La genesi del Non-Morto

"Come si tira fuori un non-morto?". La nascita di un non-morto è qualche cosa di molto misterioso e tutt'altro che scontato. Prima di tutto bisogna chiarire un punto: non-morti si diventa, passando ovviamente per la vita. Se così non fosse il termine stesso non avrebbe senso.

Quindi, prima di tutto, ci deve essere un trapasso e poi, successivamente, un risveglio. "Andato male!" diranno forse alcuni, ma forse bisognerebbe chiedere a qualche occulto sacerdote o negromante se si tratta proprio di qualcosa che è andato storto e se si tratta proprio di trapasso.

Infatti seguendo la classificazione fatta in questo post esistono i non morti corporei e non sempre questo status denota una tipologia debole. Direste forse che un vampiro o un lich siano deboli?

Quindi il trapasso è per forza obbligatorio, anche se si potrebbero definire delle categorie di non-morto particolari. In generale comunque ponendo un confine tra la vita e la morte, i non-morti stanno proprio nel mezzo e quindi questo confine diventa, anziché una linea, un'area. Si potrebbe dire che il trapasso non è completo: l'anima, per qualche motivo, non riesce a raggiungere il regno dei morti e quindi non riposa in pace. L'anima è inquieta e, per qualche motivo, la sua inquietudine disturba il mondo dei viventi.

Cosa mantiene l'anima di un defunto nel limbo dei non-morti?

Ho cercato di elencare una serie di spiegazioni, prese magari dalla tradizione, che posso utilizzare durante le mie partite.

1- Maledizione. In vita il defunto è stato maledetto in modo che la sua anima non abbia pace e, una volta andato, si trasforma in un qualche tipo di non morto. Non è detto che in vita la maledizione gli abbia causato particolari problemi, ma almeno un piccolo segnale avrebbe dovuto darlo. La tipologia di non morto potrebbe variare a seconda del tipo di morte a cui è andato incontro.

2- Tipo particolare di morte. Una morte violenta, improvvisa, che determina un grande sentimento di vendetta, un senso del dovere per le cose incompiute o un legame terreno particolarmente morboso, potrebbe determinare la generazione di un non-morto. In questo caso la volontà terrena del defunto è così forte che una parte della sua anima rimane in questo mondo come non morto. In questo caso però il non-morto è non corporeo (Fantasma, spirito) e non ha particolari poteri sugli esseri viventi se non quello di incutere terrore. Eventualmente potrebbe mantenere qualche potere raggiunto in vita, come la magia o i poteri occulti delle religioni, oppure potrebbe comunque essere in grado di lanciare qualche maledizione a sua volta. Esaurito il motivo della sua dannazione, questo tipo di non-morto se ne va da solo.

3- Uccisione da parte di un altro non-morto. Questo è un classico, ma potrebbe rientrare nel primo caso: infatti l'uccisione da parte di un non-morto potrebbe iniettare una maledizione al momento del trapasso. In questo caso il non-morto che nasce potrebbe essere dello stesso tipo di chi gli ha dato la morte.

4- Evocazione. Questa eventualità è piuttosto remota perché prevede una potenza veramente elevata. L'evocazione prevede di portare allo status di non-morto uno spirito che non lo è e che quindi si trova nel mondo dei morti e riposa in pace. Disturbare questo riposo richiede un potere superiore e potrebbe rivelarsi controproducente, perché tale spirito potrebbe essere molto arrabbiato per questo tipo di intromissione.

5- Pratiche esotiche. A volte chi si avvicina alla magia e ai poteri occulti tenta di ingrandire il proprio potere tramite riti costruiti attraverso ricerche personali. Queste pratiche sono pericolose e possono portare chi le utilizza allo status di non-morto. Si pensa che molti Lich abbiano raggiunto quello stato attraverso la ricerca dell'immortalità.

6- Corruzione spirituale. Un oggetto potente potrebbe corrompere l'anima di chi lo indossa (vedi i Nazgul), ma anche stringere un patto con un demone potrebbe vincolare l'anima di un mortale che, alla fine, sarebbe alla mercé del demone stesso. In questi casi solitamente nascono dei  non-morti potenti e sottomessi a chi ha maledetto l'oggetto o al demone con cui si è stretto il patto.

Come si è visto sempre nel medesimo post, non tutti i non-morti hanno una loro volontà. In generale chi ha una volontà propria mantiene quasi del tutto quella che aveva in vita, anche se questa subisce le trasformazioni dovute a uno status spirituale differente. Zombie, scheletri e altri non-morti di questo tipo invece non possiedono una volontà propria, se non quella di odiare la vita e quindi sono dei servi preziosi per gli oscuri signori e possono agire per conto di essi. Dei defunti in questo caso rimane solo il corpo che viene animato da una forza negativa richiamata dalla maledizione o eventualmente da un incantesimo. L'anima del defunto potrebbe, suo malgrado, fare da tramite e, una volta distrutto il corpo, riposare in pace.

L'esorcismo in questi casi funziona molto bene e richiama nell'area un'influenza divina che rescinde il contatto tra l'ambiente terreno e il mondo dei morti, lasciando che le anime possano recarsi là. Ovviamente più questo contatto è potente, maggiore deve essere l'energia dell'esorcismo. Una volta rescisso il contatto, il non-morto non esiste più e non può quindi tornare.

La potenza del non-morto dipende quasi sempre dal potere raggiunto dal defunto in vita, ma se mantiene una volotntà propria, può comunque accrescerlo finché rimane un non-morto. Per tutti gli altri casi è sostanzialmente impossibile che un non-morto possa aumentare il proprio potere, a meno che non sia una volontà esterna a farlo, come un demone o un  non-morto superiore. Quindi è piuttosto difficile che un Ghoul possa trasformarsi in Lich o in un cavaliere della morte senza un'autorità superiore.

Bisogna infine sottolineare come la non-morte esuli dal ciclo naturale e ne sia quindi una devianza, dovuta a degli scompesi energetici guidati da una volontà negativa. L'esorcismo in pratica non fa che ristabilire l'equilibrio, mentre tutte le pratiche maledette tendono a sfasarlo per i propri scopi. Un luogo benedetto è quindi un luogo di equilibrio, dove il non-morto non può accedere se prima non lo rende impuro oppure vi accede con gravi scompensi. La stessa cosa potrebbe, in alcuni contesti, valere per la luce e proprio per questo i non-morti potrebbero essere visti come creature delle tenebre.



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